A private conversation with.

   la sottile arte del perchèpercomare


sabato, 20 giugno 2009
 

I'll dream about
a cloudy sky


capitol      .Washington DC.



postato da percheNo | 04:33 | commenti


giovedì, 04 giugno 2009
 

All I ever wanted
All I ever needed


Voglia di slegarmi i capelli, di uscire, di non dover scegliere per forza un locale, di non dover urlare per farmi sentire, di mettere due birre gelate in borsa, chiudere la porta di casa e camminare.

Voglia di non avere un posto dove andare e un orario da rispettare, di lasciar decidere al caso, di non avere fretta, di parlare, di stare in silenzio, di sedersi quando ci va.

Voglia di non tornare a casa, di continuare a camminare,  di saltare da una striscia pedonale all'altra toccando solo la vernice bianca, di riempirmi gli occhi di strade sconosciute.

Voglia di addormentarmi in una sala d'aspetto in attesa del prossimo treno.
postato da percheNo | 20:01 | commenti


sabato, 30 maggio 2009
 

Point of View


La domanda non è più "chi sei?". 
La domanda è "chi vuoi essere?".


La domanda non è più "perchè?".
La domanda è "in che modo?".


La domanda non è più "te ne va?".
La domanda è "serve?".


La domanda non è più "sei viva?".
La domanda è "sei pronta?".


postato da percheNo | 17:11 | commenti (1)
 

Emmenthal svizzero

Diciamoci la verità. La razionalità fa cagare. Fa acqua da tutte le parti. Ci vantiamo tanto di essere gli unici animali pensanti poi finisce che la usiamo per impelagarci in speculazioni totalmente fini a se stesse. Il sesso degli angeli o se siamo fatti di materia o spirito. Come diceva il buon Putnam, "Fossimo anche fatti di emmenthal svizzero, la cosa non avrebbe nessuna importanza". Per lui l'importante era stabilire se abbiano o no una vita mentale autonoma.
Certo Hilary, ce l'abbiamo, su questo siamo tutti d'accordo con te.
Il punto è capire che intendi tu per "autonoma". Ora, io lascerei perdere le tue dannate analogie geometriche con cui ti sembra di essere più chiaro. La verità è che non ci riesci affatto e io non vorrei mai essere tuo figlio che ti chiede come nascano i bambini. Dio solo sa cosa potresti tirarne fuori.

Partendo dal presupposto che ci tieni tanto a ragionare in termini di macrostrutture e che mi sta bene, visto che io di strutture atomiche, meccanica quantistica e compagnia bella non ne so niente
ti voglio dire:  fantastico, stupendo, ottimo Hilary!  Una vita mentale autonoma...dai, bello!

Peccato che non è vero.
Siamo autonomi sì, ma nell'accartocciarci su noi stessi, nel guardarci intorno ed andare a pescare esattamente solo tutto ciò che può contribuire a mandare a puttane la nostra razionalità autonoma, nel permettere al resto del mondo di far esplodere quella parvenza di equilibrio mentale che c'è.

Purtroppo lo sterminio di massa è ancora reato da queste parti.
Ciao Hilary.
postato da percheNo | 09:49 | commenti (1)


domenica, 24 maggio 2009
 

Come se poi cambiasse qualcosa
l_369a296d77fd4630ac14b353c344c488Dove vuoi andare a nasconderti?
Anche quando rimani sola,
anche quando alzi il volume al massimo,
anche quando non ci pensi,
sei sempre tu.



Has someone taken your faith?
Its real, the pain you feel
The life, the love
You die to heal
The hope that starts
The broken hearts
You trust, you must
Confess


Is someone getting the best, the best, the best, the best of you?
Is someone getting the best, the best, the best, the best of you?


I've got another confession my friend

I'm no fool
I'm getting tired of starting again
Somewhere new.



Scrivimi di te. Riempi il mio silenzio come sai fare tu.
Solo questo, nient' altro. Mi serve solo questo.
 Ma non riesco a chiedertelo
.
postato da percheNo | 00:16 | commenti (2)


martedì, 28 aprile 2009
 

Senza titolo

Georgia, x-small e via. Tenere occupate le mani e la testa, per quanto ci si riesca. Scrivere del più e del meno, smettere per un attimo di preoccuparsi della sintassi, del senso, della coerenza, dell'utilità, della punteggiatura eccheccazzo è un blog. Non il New York Times
.
Piove da due settimane non apro un libro da mesi per quanto mi sforzi se guardo avanti non vedo niente. Salto da un giorno all'altro senza afferrare il senso delle cose. Mercoledì, lunedì, sabato, giovedì? dettagli.
L'unico punto fermo che ho mi fa paura e se ne sta lì seduto in Posta ricevuta in mezzo a spam, email gradite, catene mai aperte. Un concerto, gli amici e poi ottanta giorni di salto nel vuoto.
Mi manca chi non mi è mancato mai in vita mia, mi preoccupo per cose che non mi avevano mai sfiorata prima, non riesco più a distinguere quale sia l'obbiettivo finale e comincio a chiedermi se sia mai esistito sul serio. La mia corazza pronta all'uso si sta sbriciolando e non so fare altro che guardarmi le mani, sono instabile suscettibile pesante preoccupata incrinata.

Certo che trovarsi a pulire il bagno in tuta, in lacrime,  il trucco scolato, i capelli tirati sù con l'elastico a quadri scozzesi di tua madre, con l'ipod che a random ti sputa E' quasi magia Johnny, inalando i fumi del Viakal è a un passo dal grottesco.
O forse ci sono tutta dentro.
postato da percheNo | 02:00 | commenti (3)


martedì, 20 gennaio 2009
 

Dica trentatré

 

Trentatré.

E smettila di sentirti il polso. Sei viva. Volente o nolente. Quindi, per favore, alza quel culo.

Vai vai vai vai!

 

postato da percheNo | 21:58 | commenti (1)


giovedì, 30 ottobre 2008
 

"Oggi mi sento"
-variazioni sul tema-


 - bella come una scimmia spiaccicata da un tir in autostrada all'ora di punta, con 45°C e il sole a picco;
 
- utile al mondo come una vagonata di porta chiavi di polivinilcloruro rosa e bianco a forma di Hello-Kitty;

 - allegra come una pianta grassa morta sul balcone di una casa di estrema periferia;

 - rilassata come un vagone della metropolitana alle 8 di lunedì mattina;

 - partecipativa come un bradipo sordo, cieco e con gli arti amputati;

 - dolce come un calcio sullo stomaco subio dopo il pranzo di Natale;

 - frenetica come il the delle cinque sorseggiato da due novantenni sotto valium;

 - interessata a quello che mi sta intorno come un muro in cartongesso;

 - attiva come l'encefalogramma di una pianta di patate;

 - ben disposta verso il prossimo come il bagno di una stazione dopo una settimana di sciopero del personale di pulizia;

 - viva come una latta di alluminio buttata nel bidone per la raccolta differenziata sbagliato.
postato da percheNo | 14:11 | commenti (2)


sabato, 18 ottobre 2008
 

Venerdì 17

Oggi, venerdì 17, avresti potuto dare il meglio di te. Lo sai, suvvia, non fare la modesta. Avresti potuto prendere una storta scendendo dal letto, inciampare nel filo del caricabatterie, finire faccia a terra fratturandoti il naso e rompendoti qualche dente. Cercando appigli per rialzarti, poi, avresti anche potuto aggrapparti alla malefica libreria dell'ikea rovesciandotela addosso. A quel punto, fratturata più o meno seriamente in più punti, avresti anche potuto trascinarti a forza fuori dalla tua stanza, non prima di aver accidentalmente infilato due dita nella presa della corrente ed essere rimasta priva di sensi per un numero indeterminato di minuti.
In corridoio ti saresti di sicuro accartocciata coi fili del modem, generando il malcontento tra le tue coinquiline, che sarebbero sgusciate dalle loro tane e ti avrebbero preso a mazzate senza pietà, per poi lasciarti inerme a esalare il tuo penultimo respiro.
Sì, perchè l'ultimo l'avresti esalato solo qualche minuto dopo, quando il poster esaltatore delle bellezze di Vibo Valentia si sarebbe staccato e sarebbe planato su di te andando a recidere di netto la carotide.

Ecco, non sarebbe stato un venerdì 17 più dignitoso? Un venerdì 17 da ricordare negli annali, un venerdì 17 da manuale. Magari ci avrebbero pure fatto un film, che ne sai.
E invece no, sei voluta rimanere  avviluppata nel tuo bozzolo di persona qualsiasi.
Ti sei svegliata con il solito mal di testa che pulsava nelle vene e per questo non sei andata a lezione. Quando poi hai riaperto gli occhi qualche ora dopo, ti sei alzata e per un pelo non svieni sopra la tazza di the.
Hai quindi passato un pomeriggio da balena spiaggiata, con meno energie in corpo di un bradipo agonizzante. Il tuo venerdì è poi culminato con la classica ciliegina sulla torta, ovvero la conferma che,sì. Ebbene sì.
 Esiste una congiura contro di te. Ordita da una minima parte della popolazione con caratteristiche fisiche ben precise.
Stà attenta.

Il prossimo venerdì 17 sarà migliore. Promesso.



postato da percheNo | 00:26 | commenti


venerdì, 10 ottobre 2008
 

                                                                    Aria


Come ti riesce bene tenere alta la guardia per mesi, lo sguardo allineato con la nuvola più alta.

Come ti riesce bene racchiudere qualsiasi cosa succeda in un pugno e sbriciolarla in meno di un minuto, senza rispetto, senza fregartene minimamente.

Come ti riesce bene andare avanti spazzando i ricordi sotto al tappeto, convincerti che tutto quello che accade sia effimero e destinato a non scalfire la tua superficie.

Pezzetto dopo pezzetto, a volte faticosamente, a volte ridendo, a volte maledicendoti, quella superficie te l’eri voluta a tutti i costi costruire coriacea. Il più resistente possibile. Incorruttibile.

Fatta tutta di certezze assemblate poco alla volta e promesse fatte solo a te stessa, con una buona dose di cocciutaggine e orgoglio cieco.

Piena di buoni propositi ma anche incrostata di stupidità, di fissazioni e sterili questioni di principio.

E vai avanti così, cementata, sigillata, cieca.

Poi però succede che basta uno spiffero di vento che si va a insinuare nella crepa più nascosta a far muovere tutto quello che è rimasto al di sotto del coperchio, a colpirti allo stomaco fino a farti mancare il respiro.

Come ti riesce bene farti cogliere impreparata.

 

E allora succede che ti ritrovi a scrivere righe come queste per non implodere.

Poi riacquisti lucidità e risigilli il tutto.

postato da percheNo | 22:53 | commenti (1)